Spesso non ci si fa caso perché sono quieti e pacati e ci si accorge di loro quando mancano, ma i grandi alberi sono un elemento fondamentale del paesaggio e della storia di un territorio e della sua comunità umana, perché producono frutti, legname, ossigeno, stabilità del suolo, paesaggio e tanto altro ancora, sono punti di riferimento di luoghi, segnano confini e adornano stemmi in cui si riconoscono le comunità locali.


La conservazione per centinaia di anni di esemplari arborei in alcuni casi è stata determinata dalla loro ubicazione e dalla difficoltà di abbattimento, in altri casi dal bisogno estetico dell’uomo che ha per questo costruito parchi e giardini con precisi disegni architettonici; ma gli alberi monumentali che troviamo in ambiente “seminaturale” sono il risultato di precise strategie e modalità d’uso dei boschi, poiché gli esemplari migliori si preservano per avere buoni discendenti.

Ogni albero monumentale ha:

 

un valore storico e culturale, poiché può essere legato ad avvenimenti di cui è testimone, o più “semplicemente” a pratiche comuni del vivere quotidiano delle comunità locali (luogo di ritrovo, ombra, riparo, punto di riferimento, confine) o, ancora, a elemento essenziale di un insieme architettonico come quelli che si possono guardare nei mirabili giardini e parchi delle ville di cui è disseminato il territorio lecchese;

un valore scientifico, perché possiede un patrimonio genetico determinatosi al momento della sua generazione e oggi è come un libro aperto che può offrirci preziose informazioni scientifiche, informazioni sull’ambiente locale dei decenni e dei secoli trascorsi;

un valore economico, poiché, divenendo motivo di interesse e di attrazione, può generare turismo e offrire opportunità per l’economia del territorio.

Progetto realizzato con il contributo della
Regione Lombardia - D.G. Qualità dell’Ambiente.